Mere color, unspoiled by meaning, and unallied with the definite form, can speak to the soul in a thousand different ways
Oscar Wilde (1854-1900)

domenica 23 ottobre 2016

Step 08 - Rosso mattone nella saggezza popolare

Nella saggezza popolare italiana ci sono alcuni proverbi legati al rosso nelle sue varie sfumature e al mattone:

Proverbi legati al mattone:
Quando la neve è alta un mattone, il grano torna ad un testone. (Toscana)
Per Sant'Andrea (30 novembre) prepara il mattone. (occorre procurarsi un mattone da scaldare al fuoco e infilare tra le coperte per intiepidire il letto prima di coricarsi)
In ogni casa si trova qualche mattone rotto.


Proverbi legati al colore rosso:
Rosso di sera, buon tempo si spera; rosso di mattina, la pioggia si avvicina.
Se il grande fosse valente e il piccolo paziente e il rosso leale,ognun sarebbe eguale.
Tutto il rosso non son ciliege.
Tutto il rosso non è buono, e tutto il giallo non è cattivo.
Uomo rosso e cane lanuto, più tosto morto che conosciuto.
Il ciel ne guardi dalla tosse e da quei che ha il pelo rosso e dal verme di finocchio e da quei ch'hanno un solo occhio. 
Rosso dal mal pelo, cento diavoli per cavelo. (Veneto)
Rosso e giallaccio pare bello ad ogni faccia, verde e turchino si deve essere più che bellino.
Sera rossa e nero mattino, rallegra il pellegrino. (Toscana)

Nella tradizione popolare il colore rosso porta fortuna ed è di buon auspicio.

Per esempio i confetti rossi per la laurea rappresentano un buon auspicio per la carriera.
Il conseguimento della laurea è un traguardo significativo poiché conclude un periodo di intenso studio e di tanto impegno. I confetti rossi per la laurea stanno ad indicare il prestigio del titolo raggiunto. Benché esistano colori specifici per ogni facoltà, in realtà i confetti rossi sono i preferiti per questa occasione. L’uso del rosso per gli eventi importanti, infatti, ha origini molto antiche: i Romani lo usavano di frequente, soprattutto se di origine di nobile, o quando andavano a rivestire le più alte cariche di Roma. In seguito, sono stati re ed imperatori a portare il rosso.

Altro esempio è il cornetto rosso napoletano ('o curniciello).

La convinzione che il cornetto rosso porti fortuna risale all’epoca preistorica, quando l’uomo primitivo associava la potenza fisica degli animali alla grandezza delle loro corna. Per secoli, insigni condottieri (es. Alessandro Magno) si fecero raffigurare con questi ornamenti sul capo, poiché le corna erano ritenute sia emblema di potere che di appartenenza e discendenza divina.
La gente comune pertanto iniziò a costruirsi piccoli amuleti a forma di corna o di unico corno.

sabato 22 ottobre 2016

Step 07 - Rosso mattone nel cinema

Il rosso mattone è presente in vari film, soprattutto, come sfondo principale: il rosso mattone è, infatti, uno dei colori dominanti nelle città inglesi, ma anche nei sobborghi delle grandi città americane, come Boston, nelle cui periferie è ambientato, per esempio, The Departed di Martin Scorsese con Jack Nicholson, Leonardo Di Caprio e Matt Damon


Scorsese spesso usa le periferie americane o gli interni dei pub per ambientare i suoi thriller, che sono ricchi di questo colore. Un altro esempio è Goodfellas (Quei bravi ragazzi) con Robert De Niro.


A Boston c'è anche un' università in cui il rosso mattone è dominante, ossia Harvard



in cui è ambientato per esempio The Social Network, il film che racconta la storia di Facebook e del suo creatore Mark Zuckerberg, ma anche il sopracitato The Departed e Will Hunting con Matt Damon, Robin Williams e Ben Affleck.

Il rosso mattone appare nella locandina e in molte scene del film comico "La leggenda di Al, John e Jack" con il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, che è ambientato nel Bronx, nella periferia di New York

Di color rosso mattone è anche la celebre camicia che John Wayne, nei panni del reduce di guerra Ethan Edwards, indossava nel capolavoro di John Ford Sentieri Selvaggi, ritenuto da molti uno tra i film più belli del genere western.



La camicia in questione era una camicia in flanella di color rosso mattone, che John Wayne indossò spesso successivamente nella sua vita privata.

Un altro luogo ricco del colore rosso mattone è Skiathos, bellissima isola greca delle Sporadi, vicina alle coste della Tessaglia.
Le case caratteristiche dell'isola sono bianche con i tetti rosso mattone. Skiathos ha fatto da cornice al film Mamma mia! con Meryl Streep, Amanda Seyfried, Colin Firth e Pierce Brosnan.
Andando in Gran Bretagna troviamo vari film che hanno come sfondo o colore principale il rosso mattone. E' sicuramente da ricordare The Damned United, che racconta la storia dell'allenatore di calcio Brian Clough, ambientato principalmente tra Derby e Leeds.
Il rosso mattone è presente anche nella saga di Harry Potter: il treno che porta dal binario 9 3/4 ad Hogwarts è rosso mattone, come anche le divise di grifondoro.

Rosso mattone che fa anche da sfondo a V for Vendetta, trasposizione cinematografica dell'omonimo fumetto distopico di Alan Moore, ambientato in una Londra orwelliana, in cui un regime totalitario e repressivo governa il Regno Unito.
Il rosso mattone è anche presente nella palette del film La Minaccia Fantasma, uno degli episodi della saga di Star Wars
 Il favoloso mondo di Amelie

in Trainspotting, film cult degli anni '90, ambientato in Scozia

 E del capolavoro di Francis Ford Coppola Il Padrino



Nelle palette, soprattutto per quanto riguarda i film di animazione della Disney, il rosso mattone è rappresentato da vari film, come Wall-e

Ratatouille

Cars

Alice in wonderland

The Brave

E del cartone di Tim Burton, Nightmare before Christmas

Come potevamo dimenticarci del divano della famiglia Simpson?

Step 06 - Rosso mattone nella scienza

Uno tra i primi trattati scientifici ad occuparsi del rosso mattone è stato il Moyen de nommer et de définir les couleurs, di Michel Eugene Chevreul (1786-1889) che classificò i colori usando le linee di Fraunhofer. Nel suo trattato, il rosso mattone ha una lunghezza d’onda dominante di 611,6 nm, con una purezza cromatica di 5/10 e una luminosità del 14% a 12/20 dal massimo per questa purezza. 
Le linee di Fraunhofer, in ottica, sono un insieme di linee spettrali, che furono originariamente osservate nell'assorbimento dello spettro ottico del Sole. In questo spettro, infatti, Fraunhofer scoprì erano presenti delle linee scure che inframezzavano lo spettro della luce solare. Egli catalogò un totale di 570 linee di assorbimento che furono successivamente associate ad altrettanti elementi chimici da Kirchhoff e Bunsen.


Il principio fisico dietro a queste linee di Franuhofer fu poi noto nei primi anni del '900, grazie alla fisica quantistica. L'emissione luminosa di un corpo viene trasmessa attraverso i fotoni. Nel Sole questi fotoni sono il risultato delle reazioni termonucleari al suo interno. La radiazione solare non è monocromatica, come si potrebbe pensare, ma è distribuita su varie frequenze, come un tipico spettro di corpo nero, a forma di "campana" nel diagramma frequenza-flusso. Questa campana ha un picco intorno ai 500 nm (verde).
Questo in parole povere vuol dire che, a causa delle reazioni all'interno della fornace solare, i fotoni che escono dalla superficie del Sole non hanno tutti la stessa frequenza e la stessa energia (per l'equivalenza frequenza-energia di Planck), ma hanno frequenze diverse (vedi figura sotto).
Come si può vedere dalla figura, però, quello che arriva a noi è solo una parte dello spettro solare: infatti nel passaggio nell'atmosfera terrestre (e, prima, nella fotosfera solare), parte dei fotoni emessi dal Sole vengono assorbiti o scatterati dagli elementi chimici che compongono la nostra atmosfera.
L'assorbimento di fotoni avviene quando i fotoni vanno ad attraversare un qualsiasi materiale, nel nostro caso le linee di Fraunhofer sono il risultato dell'assorbimento di un gas. Questo assorbimento è la cessione di energia associata alla radiazione elettromagnetica dai fotoni agli elettroni, ai nuclei o alle molecole che compongono tale gas.
L'assorbimento di questi fotoni dipende dalla frequenza dei fotoni stessi: un atomo o una molecola è in grado di assorbire un fotone, solo se il fotone ha una frequenza corrispondente a quella di eccitazione dell'atomo o della molecola.
Queste frequenze di eccitazione dipendono dalla struttura molecolare e possono essere calcolate con l'equazione di Schrodinger.
I "buchi" nello spettro elettromagnetico dopo il passaggio del gas, ci permettono ad esempio di capire il gas di cui è composta l'atmosfera.


Le linee contrassegnate come A e B ad esempio corrispondono all'assorbimento della molecola di ossigeno a 759 e 686 nm.

I corpi opaci, invece, ci appaiono di un certo colore a seconda della riflessione dei colori. Se un corpo assorbe tutta la radiazione incidente su di esso ci apparirà nero, se riflette tutta la radiazione ci apparirà bianco, mentre se riflette solo alcune lunghezze d'onda, esso ci apparirà del colore associato a quella determinata lunghezza d'onda.

Tornando al rosso mattone, quindi, possiamo dire che i corpi che ci appaiono colorati di rosso mattone sono dei corpi che hanno un picco di riflessione intorno ai 611 nm, che, nello spettro del visibile corrisponde alla porzione del rosso scuro.

Ma come avviene la percezione dei colori?
I fotoni entrano nell'occhio, fino ad arrivare alla retina, dove incontra i fotorecettori, ossia i coni e i bastoncelli. I bastoncelli sono i fotorecettori che consentono la visione in condizioni di scarsa luce, consentendo la visione scotopica, ossia la cosiddetta luce notturna. I coni, invece, sono i fotorecettori che consentono la percezione cromatica, ossia la percezione dei colori come li vediamo. Ci sono tre tipi di coni nella retina, che hanno 3 picchi distinti di assorbimento di lunghezze d'onda (564-580 nm / 534-545 nm / 420-440 nm). La differenza di segnale proveniente da questi tre tipi di coni porta alla percezione del cervello di uno spettro continuo di colori. Sia che i coni che i bastoncelli sono composti da una sostanza chimica chiamata fotopsina.

Il rosso mattone compare anche in un altro saggio scientifico - abbastanza inusuale - di qualche anno più tardi: stiamo infatti parlando della "De la nomenclature des couleurs"  di René Ferry, nel quale l'autore considera i vari colori più importanti nella micologia, ossia nello studio delle cellule fungine.


Lo studio infatti venne pubblicato nella Revue Mycologique 52 di ottobre 1891.


Bibliografia
Joseph Fraunhofer (1814 - 1815) "Bestimmung des Brechungs- und des Farben-Zerstreuungs - Vermögens verschiedener Glasarten, in Bezug auf die Vervollkommnung achromatischer Fernröhre", Denkschriften der Königlichen Akademie der Wissenschaften zu München (Memoirs of the Royal Academy of Sciences in Munich), 5: 193-226
Michel-Eugène Chevreul (1861), "Moyen de nommer et de définir les couleurs", Mémoires de l'Académie des sciences de l'Institut de France, 33
René Ferry (1891), "De la nomenclature des couleurs", Revue Mycologique 52.

lunedì 17 ottobre 2016

Approfondimento - Negramaro… musica e colori


Nel 2012 la mia band preferita i Negramaro ha festeggiato  10 anni di carriera racchiudendo in unico album  “ Una storia semplice” i loro maggiori successi aggiungendo altri sei brani inediti, tra i quali “Ottobre rosso” citato nello step 5.
Il sei non è un numero casuale essendo la band composta da 6 brillanti musicisti quali Giuliano Sangiorgi (voce, piano e chitarre), Emanuele Spedicato (chitarre), Ermanno Carlà (basso), Danilo Tasco (batteria), Andrea Mariano (pianoforte, sintetizzatori, programming, editing), Andrea De Rocco (campionatore).
Sei sono anche i colori presenti sulla copertina dell’album su uno sfondo bianco: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco chiaro. Questi sei colori rappresentano anche un nuovo patto di sangue e questo ha sei colori che si mescolano per unirsi nel bianco della tela, un nuovo inizio per la band.
Come dice Giuliano in un’intervista del 5 novembre 2012 per ELLE  : “I colori però non sono pantoni, ma punti di vernice vera presi da un ritratto che Ermanno ci ha fatto (e che si trova nel libretto all’interno del doppio cd) e che rappresenta noi sei nell’abbraccio prima di un concerto”.
Nel video del singolo “Una storia semplice”, vediamo come tutti e sei vengono “immersi” da vernice dopo essere stati coperti da polvere bianca. Colori che troviamo nelle riprese del loro primo inedito estratto dall’album “Ti è mai successo”.
Allego anche delle mie foto scattate durante il concerto tenuto a TORINO il 28 novembre 2013 “Una storia semplice Tour”.